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Fili del tempo su Rock Impressions

La recensione del disco
 
 

Fili del tempo su RockImpressions

Grazie a Massimo Salari

http://rock-impressions.com/capra2.htm

Per il nuovo lavoro da studio il chitarrista Marcello Capra, dopo il buon “Preludio Ad Una Nuova Alba” del 2010, si avvale della collaborazione di due grandi nomi del Progressive Rock italiano, Silvana Aliotta voce dei Circus 2000 e del produttore tastierista Beppe Crovella degli Arti & Mestieri. Avrete gia capito che le prerogative per un buon disco ci sono gia tutte e le attese infatti non vengono deluse.

La musica di Capra è sempre visiva, acustica ed intimistica. Le sensazioni vengono descritte con maestria dalla chitarra, ma è l’insieme che in definitiva funziona. Nei dieci brani di “Fili Del Tempo” ci si imbatte con le idee di Astor Piazzolla, Shankar e Gismonti, tutti alti punti di riferimento per il chitarrista ex Procession. Ora ai cultori del Prog non sarà sfuggito questo nome, altra band degli anni ’70 autrice di dischi molto interessanti quali “Frontiers”, “Fiaba” ed “Esplorare”. Ed è proprio “Frontiera” che qui viene ricordato con una suite dal titolo “Procession” suddivisa in cinque capitoli. “Fili Del Tempo”, la title track è un viaggio temporale dove le redini della memoria si intersecano fra passato e presente. Ritornando invece al fisarmonicista argentino Piazzolla , con “Astor” l’autore dedica questo tributo al quale non si resta indifferenti per profondità e calore sonoro. Ci sono altri brani dedicati a grandi terre, come ad esempio il Brasile del musicista Irio De Paula proprio nel brano “Irio” ed il Tibet martoriato dalle annose repressioni in “For Tibet”. La chitarra acustica racconta molte storie vibrando nelle mani di Capra e nel nostro animo, come nell’iniziale “Dreaming Of Tinder”, dove la voce senza tempo di Silvana Aliotta fa scorrere brividi sulla pelle. Il profumo degli anni ’70 assale la mente di chi ascolta, così intenso da far girare la testa a chi li ha vissuti di persona. Virtuosismi si alternano ad arpeggi non disdegnando brevi escursioni nel Blues, il tutto per un risultato finale esaustivo.

“Fili Del Tempo” mi da la sensazione che per l’autore sia un diario di vita personale, ma che lui ha aperto a noi, coinvolgendoci nelle sue personali emozioni. Sempre più raro imbattersi in grandi sensibilità in un mondo come questo di oggi, dove il futile e vuoto mordi e fuggi impera. Un disco da ascoltare in comodità con il cuore aperto e vedrete che vi tirerà fuori sensazioni che credevate sopite. Eccellente!

 
 
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