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Marcello Capra su StereoInvaders

L'intervista
 
 

  Siamo lieti di segnalare l'intervista a Marcello Capra su StereoInvaders

http://www.stereoinvaders.com/index.php?option=com_content&view=article&catid=7:interviste&id=7119:marcello-capra&Itemid=9

Intervistiamo Marcello Capra, autore del pregevole "Fili Del Tempo", lavoro di blues rock a tinte folk, album caldo e vitale, ulteriormente arricchito dalle appassionati vocals di Silvana Aliotta e dalle tastiere di Beppe Crivella, conoscitore anche dei segreti dell'Hammond.

- Ciao, grazie mille per la disponibilità. Come nasce la vostra band e come vi siete conosciuti?

- Non siamo una band, sono io che ho chiesto la collaborazione di Aliotta e Crovella, per Silvana è stata una mia scelta conoscendo le sue qualità vocali, da questa esperienza è nata una bella amicizia, con Beppe invece si tratta del secondo lavoro con lui, il primo l’anno scorso come produttore, quest’ultimo anche come tastierista e arrangiatore.

Siete soddisfatti del lavoro svolto sin ora con? C’è qualcosa in cui vorreste ulteriormente migliorare e crescere?

- Per “Fili Del Tempo” posso dirti di essere molto soddisfatto, perchè oltre le tante recensioni e riscontri di ascolto, tutti molto gratificanti e positivi, abbiamo lavorato con molta concentrazione, impegno e serenità, diversi giorni in studio. 

- Quali argomenti avete trattato in “Fili Del Tempo” e cosa è stato fonte di ispirazione per le note che ci avete regalato?

- Lo dice il titolo, sono “fili” del passato e presente che si intrecciano in un percorso non solo geografico, ma anche spazio/temporale. Ci sono brani che mi ricollegano alla mia prima band, i Procession, ai miei nonni cantanti lirici, al Tibet oppresso ma resistente, ad una mitica band, i Cream, a due grandi musicisti, Irio De Paula e Astor Piazzolla, e alle mie esperienze di “acoustic guitar solo”.

- Seguite la scena Rock Italiana? Se sì, trovate vi sia la giusta attenzione da parte del pubblico per i suoni anche più raffinati?

¨- La scena Rock Italiana è tanto vasta tra band emergenti, storiche, solisti, che seguo molto distrattamente, perchè non sono fonte per me di alcuna ispirazione, il discorso vale anche per l’estero… Le mie composizioni nascono da altri stimoli extra musicali, una bella giornata, uno stato d’animo, una fotografia, poesia, una sensazione può farmi scaturire l’idea iniziale. Credo che il pubblico che ha l’attenzione non superficiale verso musiche strumentali, che non sono di “sottofondo” ma esigono ascolto concentrato, ci sia… e anche molto di più di quello che si crede, quei famosi riscontri positivi li ricevo tutti i giorni…

- Ci sono state delle band del passato che vi hanno in qualche modo ispirato e portato su questo filone musicale?

- Per quello che mi riguarda nessuna, ci sono musicisti che possono avermi influenzato, con lo “spessore” della loro arte, gente che sa suonare bene lo strumento, tecnica e sentimento, ma soprattutto talento… potrei fare dei nomi, ma non si capirebbe quale riferimento ci sia con la mia produzione.

- Ci ha molto colpito l’Hammond in questo contesto. Come è nata in voi la voglia di utilizzarlo?

- L’Hammond è stato utilizzato per la cover di “I’m S Glad”, è stata una felice intuizione in studio con Beppe che conosce bene quella magica tastiera, insolito abbinarla ad una acoustic guitar, e se ci mettiamo la calda voce di Silvana, il cerchio si chiude.

- Vi vedremo impegnati dal vivo? Se sì, dove e quando? Trovate con semplicità luoghi in cui esibirvi?

- Difficile risponderti per quel che riguarda il trio, abbiamo diversi impegni separati, ma se capiterà lo faremo sapere.

- Progetti per il futuro? Ci sono già nuovi pezzi pronti?

- Molti progetti per Beppe che oltre ad essere storico tastierista degli Arti e Mestieri, ha uno studio molto frequentato, Silvana credo stia maturando un suo progetto solista, io continuo a studiare

 

 

 

 
 
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