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Preludio ad una nuova alba su Beatbopalula

La recensione del disco di Marcello Capra
 
 

 Preludio ad una nuova alba su BeatBopAlula.it

http://www.beatbopalula.it/musica-underground-emergenti-band/articolo.asp?articolo=3599

 

Ci ha abituato ad album in cui molte sono le esplorazioni sonore e tutte di provenienza assai differente; ci ha regalato pezzi di tempi suonati nei quali si cela dietro un significato, sempre più profondo, legato, a doppia mandata, ad un lessico chitarristico di pregio e spessore elegante, arrabbiato, ondulato e geniale, cercando sempre di dire: ascoltate tutti, con la chitarra, con l’arte ricamatoria di una sei corde si può fare qualcosa di diverso restando sempre ancorati nel preesistente, convivendo e mescolarsi all’infinito.

Il Maestro di Corda, Marcello Capra – punto fermo della storia chitarristica Italiana – appartiene a quella scuola “personalizzata” di prismi e tecnica che fortemente appartiene alla vita come “viaggio sospeso”, radicato e celebrato – non in mere esecuzioni saggistico-leziose da cattedra – ma con il charisma di una passionalità – un’installazione d’alta arte vibrante – che si fa strenna a chi l’ascolta e lo recepisce, non tanto come esempio da seguire, quanto da adoperare come, chiave uditiva e virtuale, per raggiungere ognuno il proprio volo interiore.

L’artista torinese non tradisce le aspettative neanche con questo nuovo disco Preludio ad una nuova alba, pura arte liberatoria multiforme e poliedrica che affascina e sublima realmente la percezione di toccare, vedere, camminare, volare e infrangersi in un microcosmo di miracoli tecnici e creativi, in cui un sapiente tocco di flatpicking sulle adorate acusticità di una Ovation Legend e sulle mai soppresse beatitudini rock vintage di una Gibson Les Paul Deluxe lascia sete e rimorso a chi – di questo strumento – non ne ha mai voluto, in tempi giovanili, approfondire l’anima e le capacità divinatorie.

Un album – l’ottavo della sua carriera solistica – che oltre a far parte della nuova compagine della Electromantic Music diretta dal mitico Beppe Crovella, storico tastierista degli Arti e Mestieri – è un arco teso di emozioni che vanno a sconfinare lontano, fuori delle mura; un melting che va a strigliare e accarezzare il profondo credo stilistico che fondamentalizza la cultura e l’esperienza di Capra per poi esondare copioso e leggero – come un volo di colibrì Meoliano – arabesque impressionanti Danza verde, Danza russa in saloon di Tupelo Tipsy guitar, in apnee melodico-brioso-mediterranee La-sol-mi-fa, Canto di mare e sorvoli su panacee west-coastiane Bassa marea, scale prog-rock Tracce mediterranee e quel pizzico di early-folk contemplativo Aura che, sottolineato dal sospiro leggiadro della guest Laura Ennas e dal fraseggio caldo della Gibson, trasforma in cameo quello che dovrebbe essere un triste finale.

Il chitarrista Marcello Capra leviga la materia e crea uno stupefacente illusionismo sonoro assoluto, tanto che con questo bel “Preludio ad una nuova alba”, prelibata “intrusione” nel consueto sentire, ci porta in un incontro al vertice con la lussuria di un improvviso stupore.

 
 
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