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Preludio ad una nuova alba su MovimentiProg

La recensione del disco di Marcello Capra
 
 

Siamo lieti di segnalare la recensione di Preludio ad una nuova alba, il disco di Marcello Capra su MovimentiProg

Grazie a Daniele Cutali

http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3164

 

Marcello Capra, importante musicista torinese fondatore dei Procession di “Frontiera” (1972), è senz'ombra di dubbio e senza inutili iperboli uno dei più creativi, profondi e abili chitarristi italiani. Lo dimostra ancora una volta con il suo nuovo album, “Preludio ad una Nuova Alba”, titolo che prosegue il discorso del precedente “Ritimica-mente” (2007) e che vuole richiamare le suggestioni del suo primo indimenticabile e fondamentale “Aria Mediterranea” (1978). La nuova alba a cui si riferisce Capra, però, è anche il suo passaggio di etichetta discografica. Infatti, per la pubblicazione di questo suo nuovo lavoro Capra lascia l'etichetta indipendente Toast Records dell'amico Giulio Tedeschi per entrare nella scuderia di un altro personaggio storico e fondamentale del rock progressivo italiano, Beppe Crovella degli Arti & Mestieri e la sua Electromantic Music.

E' da citare subito il brano migliore della raccolta, “Aura”, che è anche l'ultimo della tracklist. E' proprio l'ultimo brano ad assurgere alla gloria e spiccare su tutti, scelta forse inconsapevole e comunque controtendenza. Una pura mentalità prog ma anche un pezzo evocativo e riminiscente di quel periodo, con i suoi cori mediterranei fatti di lunghe strade della West Coast, vagabondi psichedelici con l'Ovation Legend in spalla (compagna di viaggio di Capra in tutti i suoi album e negli show live) e profumi on-the-road, sogni di viaggi fino agli oceani purificatori. Grande, gradissimo brano con le voci di Capra e Laura Ennas in sottofondo e l'assolo tagliente della Gibson Les Paul a ricordarci le radici rock del chitarrista piemontese.

Se si vuole poi far correre la mente attraverso i viali di Praga, ascoltando i suoni delle danze turche per finire a bere del buon vino sulle famose e verdi colline della Toscana, non basta far altro che seguire l'estroso menestrello Capra nei suoi voli pindarici alla chitarra. Una tecnica invidiabile, una velocità non fine a sé stessa ma tutta tesa e asservita alla melodia e all'armonia, dal “Preludio”, alla “Danza Verde”, alla “Danza Turchese”, al “Presagio” e così via fino ad arrivare allo zenit finale, al culmine in chiusura dell'album. Da “Bassa Marea”, a “Vento Teso”, a “Canto di Mare”, a “Tracce Mediterranee” per chiudere con la perla che è “Aura” è tutto un excursus nell'anima delicata, profondamente musicale e sognante di Marcello Capra.

 
 
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